Salin: «Non è da tutti essere uno chef del Team Veneto»

Venezia, 30 aprile 2010 - Era il febbraio del 2007 e Marco Salin aveva appena preso parte come singolo al campionato italiano. Squilla il telefono: il team manager Alessandro Silvestri lo invita ad entrare a far parte del Team Veneto Chef. Da tempo Salin aveva questo desiderio, fin da quando – allievo di scuola alberghiera – seguiva corsi di approfondimento tenuti dalla squadra della Regione Veneto. «Ora, quando indosso la giacca della squadra, mi emoziono perché non è da tutti essere uno chef del TVC!».

Fai parte da anni del Team e con la squadra hai raccolto importanti riconoscimenti.
«Ho cominciato con la squadra alla Kremlin Cup del 2007 e da quel momento è stato un susseguirsi di successi ed emozioni. E’ coinvolgente prendere parte alle competizioni internazionali e incontrare chef da tutto il mondo. Le Olimpiadi di Erfurt sono uno scenario assolutamente prestigioso e avervi partecipato mi ha regalato stimoli nuovi e nuove competenze professionali».

Qual è il successo che hai più a cuore e per quale motivo?
«La vittoria della Kremlin Cup del 2009 dove, per la prima volta nella mia carriera, ho conquistato una medaglia d’oro nella mia categoria “la cucina calda”. Sono riuscito dopo vari anni a conquistare il metallo più prezioso, ma quello che m’inorgoglisce ancora di più è che il mio successo è stato un tassello importante per la conquista del trofeo finale».

Che consiglio daresti a chi vuole entrare nel Team e chi ringrazi per averti insegnato “i trucchi del mestiere”?
«Entrare a far parte di una squadra è stimolante, spero che tutti gli chef capiscano che il confronto con gli altri fornisce stimoli nuovi e una visione più completa di quello che è il mondo dell’arte culinaria. Vale la pena provare perché, oltre all’aspetto professionale, esiste anche quello umano. Nel team ho stretto legami di amicizia attingendo da tutti consigli e nozioni che mi hanno reso più completo. Ma è grazie ad alcune persone che oggi sono uno chef del TVC. Grazie a Francesco Benetton che mi ha fatto conoscere, ad Alessandro Silvestri che ha creduto in me dandomi la possibilità di dimostrare le mie capacità e a Michele Nobile che mi ha fatto capire come si costruisce un piatto senza tralasciare alcun aspetto».

Quali sono i punti di forza del Team e quali doti deve possedere uno chef per entrarvi?
«Il punto di forza è sicuramente l’impegno che tutti mettiamo quando prepariamo una competizione. Tutti hanno il loro compito e l’unione fa la forza. Uno chef deve avere delle competenze specifiche, ma anche una buona predisposizione mentale che gli permetta di immedesimarsi subito con la cucina da gara, che a volte si diversifica molto dal cucinare nel proprio ambiente. Fondamentale è l’umiltà, il successo di squadra va prima della realizzazione personale».

Quali sono i punti di forza della nostra enogastronomia e quali le eccellenze che ci invidiano?
«Mi sento di essere uno chef che ama la sua terra e un cultore delle tradizioni gastronomiche. Il Veneto è una garanzia di qualità. Abbiamo un’infinità di prodotti di eccellenza, non posso non citare i prodotti caseari del Monte Grappa, l’olio extra vergine del Garda, le cicorie invernali e le carni di particolare pregio. Siamo all’avanguardia anche nella comunicazione e nel marketing. Noi chef dobbiamo promuovere i prodotti del territorio e inserirli nei nostri menu. Dobbiamo conoscere e rispettare il lavoro di chi con passione alleva e coltiva i prodotti del nostro Veneto».

Oltre alle competizioni “agonistiche”, il Team partecipa a eventi promozionali come “Campo del Gusto”. Quanto conta la comunicazione delle vostre attività?
«Eventi e competizioni sono sempre momenti di vero spessore, che ci permettono di far conoscere la nostra attività, a molti sconosciuta. Pochissime persone sanno che esiste una squadra di chef che porta il Veneto nel mondo. Per noi vedere che il nostro lavoro è valorizzato è fondamentale».

Giacomo Garbisa
Ufficio stampa Team Veneto Chef