Pepe: «Negli anni il TVC si è guadagnato credibilità»
Venezia, 14 maggio 2010 - Entrato ufficialmente nel TVC nel 2004, dopo essersi distinto in competizioni da “singolo” in varie manifestazioni nazionali ed internazionali, Stefano Pepe collaborava con la squadra già dalle sue prime “apparizioni”, quando Franco Favaretto ricopriva il ruolo di manager e Luigi Lovisa quello di team chef. L'esigenza era quella di supportare la squadra con un servizio di “coordinamento di segreteria” e si pensò subito a Pepe, vista la sua predisposizione nello scrivere e nell’organizzazione. Dell’attuale squadra Pepe è il più anziano per età e, assieme a Damiano Molin, il più longevo del gruppo.
Da anni sei una delle colonne portanti del Team. Quali sono le difficoltà principali da affrontare per far funzionare al meglio i meccanismi della squadra?
«Grazie per la definizione colonna portante, ma la ritengo eccessiva! Sono uno del TVC come gli altri, dove ognuno ha un incarico ben definito e cerca di svolgerlo nel migliore dei modi con passione, slancio, umiltà e tanta disponibilità verso tutto il gruppo. Questo è il segreto della squadra!».
Oltre ad essere uno chef, ricopri ruoli d’insegnamento ed organizzativi. Come si conciliano i diversi aspetti e cosa pretendi in particolare dai tuoi allievi?
«Tutti i miei ruoli non mi mettono in difficoltà, alla fine mi occupo sempre di aspetti legati alla mia professione di cuoco, che grazie alla esperienza (oltre 35 anni di attività) riesco ad assolvere positivamente. Il problema è il tempo: a me servirebbero giornate di 48 ore per avere dei ritmi più “normali”, ma per ora reggo bene! Per quanto riguarda i miei allievi, prima di tutto esigo serietà, responsabilità e passione per questo lavoro, al di la di quello che è capace e sa fare, in caso contrario lasciare subito, abbandonare!!»
In questi anni nel TVC avete raggiunto importanti traguardi. Quale il più gratificante e quale, invece, il rimpianto maggiore?
«Abbiamo raggiunto discreti risultati in termini di medaglie, ma la cosa più importante è la credibilità ed i consensi da parte delle Istituzioni, grosse aziende settoriali e di squadre nostre dirette antagoniste. E’ una cosa che inorgoglisce e gratifica. Nessun rimpianto, anche dai risultati o situazioni negative si devono trarre insegnamenti e positività».
Viaggiando per il mondo vi siete confrontati con molteplici “tecniche” di cucina e avete gareggiato contro piatti dai più svariati ingredienti. Quali ti hanno colpito di più e cosa ruberesti delle cucine straniere?
«La cucina orientale per raffinatezza, minuzia, presentazione e in speciale modo per precisione di decoro dei piatti».
Venendo alla nostra tradizione culinaria, quali sono a tuo avviso i punti di forza del Veneto?
«La peculiarità del suo paniere enogastronomico! Il territorio veneto è unico al mondo: mare, vaste e fertili pianure, esclusive colline e montagne, laghi ed importanti fiumi; tutti elementi che contribuiscono ad avere una gamma vastissima di prodotti che hanno contribuito a farci conoscere nel mondo!».
Fra le tante mansioni svolte nel Team, ti sei occupato per anni della comunicazione. Qual è l’interesse dei media nei confronti del Team e, più in generale, dell’enogastronomia veneta? E dove invece bisogna ancora crescere?
«All’ultima IKA – CULINARY OLYMPICS 2008 di Erfurt, assieme al Presidente dell’Unione Cuochi Veneto Manzatto, eravamo responsabili dello stand “Italian Style” della FIC. Nel suo interno si facevano conferenze stampa, dibattiti con giornalisti e operatori del nostro settore facendo conoscere ed assaggiare i nostri migliori prodotti; un vero “boom” di consensi e di simpatia nei nostri confronti e questo anche grazie alle nostre eccellenze culinarie venete uniche. Grande interesse quindi ed apprezzamenti verso i nostri prodotti, purtroppo tutto questo ”ben di Dio” trovo che sia mal gestito da chi di dovere, ho riscontrato di persona che nella promozione del prodotto veneto fuori dai nostri confini rientrano solo ed esclusivamente poche aziende, le più importanti, lasciando fuori dal giro le piccole e medie imprese con prodotti a volte anche superiori. Penso sia una questione, diciamo pure di politiche commerciali e di egemonie di mercato».
Giacomo Garbisa
Ufficio stampa Team Veneto Chef







