Vinicola Serena, quando il vino è passione
Venezia, 4 giugno 2010 - Azienda situata tra le amene colline di Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, Serena dal 1881 vanta una secolare tradizione nell’arte vitivinicola tramandata di generazione in generazione sempre all’insegna della qualità e dell’elevata professionalità. Guidata dai titolari Gerardo e Giorgio Serena, l’Azienda Vinicola è una realtà in continua espansione, tecnologicamente all’avanguardia, anche sul fronte della comunicazione col restyling del sito internet, ma sempre rispettosa della tradizione. A raccontare il legame che unisce Vinicola Serena al Team Veneto Chef è Luca Serena, export manager dell'azienda.
L’economia globale sta uscendo da un biennio estremamente difficile. Quanto ha inciso la crisi nel settore vitivinicolo e sul fronte delle esportazioni?
«Direi che la crisi si è fatta sentire in particolare sui Paesi dell’Europa dell’Est, con un rallentamento/blocco delle esportazioni. Rallentamenti, ma molto lievi, a causa del trend Prosecco anche nei Paesi dell’Europa Occidentale, ma non preoccupanti. Anzi direi il settore vitivinicolo è uno dei settori che ha sentito di meno la crisi. Forse noi della zona Prosecco guardiamo troppo in positivo grazie alle performance di questo vino, ma sinceramente magari gli anni di crisi fossero tutti così».
L’ultimo Vinitaly ha lasciato intravedere segnali di ripresa. Quali sono i punti chiave per rilanciare il settore?
«Vinitaly positivo, oltre le aspettative. Molta gente, preparata, interessata e motivata. I segreti: il vino attrae, è arte, cultura, immagine, quindi si avvicina a tutto. Il rilancio, anzi l’affermazione direi, passa attraverso l’impegno costante, la flessibilità alle situazioni di mercato, la propensione all’internazionalizzazione».
Pur nella crisi, il Prosecco veneto si sta affermando su tutti i mercati internazionali, soprattutto a scapito dello Champagne. Qual è il segreto di un simile exploit?
«Segreti, non segreto: è un vino fresco, giovane, semplice da bere. Piace a tutti, da giovani ad anziani, da donne a uomini. E’ accostabile a molti drink, vedi ora la moda spritz. Il rapporto qualità prezzo è formidabile. Ma non lo paragonerei nemmeno allo Champagne, stiamo parlando di due realtà completamente diverse. Tanto per dire, metodo classico contro metodo charmat…».
Buon vino si abbina a buona cucina. E il Team Veneto Chef che voi sostenete è uno dei migliori rappresentanti della cucina veneta nel mondo. Come si sceglie il perfetto abbinamento tra vino e pietanza?
«Questo non è facile da dire in generale. Ci sono dei detti per cui vino rosso si abbina a carne e salumi e vino bianco a pesce e primi piatti, ma non è così semplicistico. Credo che la passione gastronomica possa rappresentare la leva per nuove proposte e abbinamenti. Per esempio, noi stiamo spingendo molto il vino (alla spina, nostro core-business) con la pizza. Perché no? Il Team Veneto Chef può rappresentare un’ottima organizzazione di gente competente e appassionata che propone abbinamenti cibo/vino accattivanti e sorprendenti».
In questi anni il TVC ha raccolto risultati di prestigio. Qual è a vostro avviso la forza della squadra e, in generale, dov’è il segreto dell’enogastronomia veneta?
«Segreto è la passione, la coesione del gruppo, determinato a raggiungere i propri obiettivi. Orgogliosi e laboriosi i Veneti per antonomasia, caratteristiche che vengono rispecchiate nel TVC».
Il vostro brand è conosciuto anche grazie alle campagne di comunicazione e ai testimonial che vi rappresentano, oltre all’ottimo sito internet. Quanto è importante la comunicazione per penetrare i mercati?
«Importantissima, per questo abbiamo di recente rinnovato il sito e resolo semplice ed essenziale, ma allo stesso tempo strumento di comunicazione primario. Lavoreremo in questa direzione per migliorarci ancora».
Siete stati presenti al Festival di Cannes quale sponsor esclusivo per il Prosecco. Cosa pensano all’estero del made in italy?
«Per fortuna ancora ha una certa valenza. Magari non in Francia, dove c’è un nazionalismo affermato, ma sicuramente il made in Italy è ancora sinonimo di qualità, moda, e direi nei tre campi principali: buon bere, buon mangiare, ben vestire!».
Giacomo Garbisa
Ufficio stampa Team Veneto Chef






