Mesaglio: «Il TVC punta sempre alla vetta, come un buon alpinista»

Venezia, 10 luglio 2010 - Entrato ufficialmente nel Team Veneto Chef nel 2009, Danilo Mesaglio già nel 2008 aveva preso parte alle Olimpiadi di Erfurt aiutando il team nella preparazione dei piatti. Un esordio bagnato subito con una prestigiosa medaglia di bronzo, anche se il debutto vero e proprio con i crismi dell’ufficialità arriva all’Internation Kremlin Culinary Cup di Mosca del 2009, quando la squadra degli chef veneti conquista la medaglia d’argento e la coppa Kremlin come miglior squadra assoluta della competizione. Ad avvicinare Mesaglio al TVC è stato il team chef Michele Nobile, col quale il pasticcere ha lavorato per alcune stagioni estive presso l’hotel “Ancora” di Cortina d’Ampezzo.

Danilo, entrando nella famiglia del TVC che gruppo hai trovato?
«Un ottimo gruppo sia sotto il profilo professionale sia sotto quello umano. Ho notato che i colleghi sono alla continua ricerca delle novità, si cimentano in progetti innovativi e, soprattutto, amano sperimentare soluzioni originali».

Dietro ai successi c’è sempre un’accurata preparazione. Qual è il segreto che sta dietro al TVC e come si costruiscono le vittorie?
«Ricerca e sinergia sono i veri punti di forza della squadra. C’è una fine unione fra i cuochi e i pasticceri, un binomio che va avanti di pari passo senza frizioni. E poi alla base c’è il continuo confronto fra i membri del team che discutono e si consigliano per migliorarsi quotidianamente. In una parola il TVC lavora in equilibrio, con un vero e proprio lavoro di squadra».

Il prossimo appuntamento ufficiale cono i Mondiali in Lussemburgo a novembre. Come vi state preparando e con quali intenzioni vi partecipate?
«Non esistono segreti, ma la ricerca continua di migliorare anche il minimo particolare. Ogni piatto va approfondito in ogni singolo dettaglio e proprio questa ricerca funge da stimolo. Io vengo da un luogo di montagna e dalle mie parti si dice che un buon alpinista punta sempre alla vetta. Diciamo che noi non gareggiamo per partecipare, ma per arrivare al risultato. Perché la competizione dà soddisfazione, ma vincere ne dà ancora di più».

Nel team fai parte della categoria pasticceri. In cosa si differenzia la preparazione di un pasticcere da quella di uno chef?
«Non credo ci sia una grande differenza fra le due categorie. Entrambi siamo alla ricerca del sapor e degli abbinamenti cromatici, sempre sperimentando cose nuove. Forse i piatti degli chef sono più elaborati, ma credo che siamo molto vicini».

Quanto conta, nella presentazione di un piatto, la componente estetica?
«Tantissimo, possiamo senza dubbio dire che la componente estetica è determinante. Ricordo un concorso durante il quale abbiamo presentato cinque dolci, tre dei quali con la base di cioccolato, e la giuria ci ha penalizzato. Anche nella pasticceria bisogna diversificare il più possibile, solo così si possono ottenere risultati».

Giacomo Garbisa
Ufficio stampa team Veneto Chef